Nell'omologazione portata dalla globalizzazione,
la maestria espressa dagli antichi mestieri
è da salvaguardare al pari delle opere d'arte.

Carla Fendi



La concia della pelle è una delle attività umane dalle origini più remote.

Fin dalla preistoria, i primi esponenti del genere Homo individuarono, nella pelle degli animali di cui andavano a caccia per alimentarsi, una possibile protezione dalle intemperie del clima. La pelle, tuttavia, è un materiale organico e, conseguentemente, soggetto a putrefazione.

Gli esseri umani dell'epoca, probabilmente a causa di una serie di fortuite contingenze, si resero

conto del fatto che, qualora le pelli fossero esposte a particolari condizioni, potevano conservarsi in buono stato per lungo tempo. Tali particolari condizioni erano rappresentate dall'esposizione al fumo dei fuochi accessi negli accampamenti e dall'immersione in bacini d'acqua contenti rami e foglie di alberi e piante.

Sono queste le prime e rudimentali forme di concia alle aldeidi e di concia vegetale ottenuta tramite l'utilizzo di tannini.

I processi conciari ebbero come base l'utilizzo di aldeidi e tannini per molti secoli e mantennero una tecnologia che non subì significative variazioni e innovazioni fino a quando, nella seconda metà dell'Ottocento, venne introdotto l'utilizzo dei bottali.

Lo sfruttamento delle potenzialità di tale macchinario rappresenta il primo passo dell'attività conciaria attraverso le trasformazioni che l'hanno portata a diventare un'attività di tipo industriale, anzichè unicamente artigianale.

Un'altra importante innovazione fu la scoperta, agli inizi del Novecento, della possibilità di utilizzare un nuovo prodotto per effettuare la concia: il cromo trivalente. Le sostanze che compongono questo elemento hanno la possibilità di legarsi, in modo stabile e duraturo, alle fibre della pelle. La concia al cromo è oggi il metodo più utilizzato all'interno del settore, anche se vengono ancora mantenute le altre modalità.

Grazie a questi strumenti è possibile, ancora oggi come nella preistoria, trasformare e dare un nuovo valore ad un prodotto di scarto derivante dall'utilizzo alimentare e renderlo un materiale adatto a diversi utilizzi, durevole nel tempo, di elevata qualità e di straordinaria bellezza.

Per approfondire la conoscenza dei processi dell'industria conciaria vi invito a cliccare il pulsante sottostante; sarete indirizzati alla pagina di UNIC (Unione Nazionale Industria Conciaria).